Permesso di soggiorno: differenze tra le versioni

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Il '''Permesso di Soggiorno''' è un documento che consente ad un cittadino extracomunitario di soggiornare sul territorio nazionale. Ne esistono varie tipologie che differiscono in base alle motivazioni e alla durata del soggiorno richiesto.
  
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In Italia per ottenere il permesso di soggiorno è necessario possedere un valido visto d’ingresso,(il visto di ingresso è un documento,  rilasciato da uno stato, che dà a un individuo il permesso di accedere nel territorio di tale stato, per un certo periodo di tempo e per determinati fini. Il visto normalmente viene stampato o incollato all'interno del passaporto , ma può anche essere rilasciato sotto forma di documento a sé)e si deve  dimostrare di non  costituire un pericolo per la sicurezza pubblica e sanitaria. Lo straniero che richiede il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno è sottoposto a procedura di fotosegnalazione e acquisizione da parte della questura di riferimento delle impronte digitali.Il permesso di soggiorno può essere rilasciato per i seguenti motivi:
IL Permesso di Soggiorno è un documento che consente ad un cittadino extracomunitario di soggiornare sul territorio nazionale. Ne esistono varie tipologie che differiscono in base alle motivazioni e alla durata del soggiorno richiesto. In Italia per ottenere il permesso di soggiorno è necessario possedere un valido visto d’ingresso,(il visto di ingresso è un documento,  rilasciato da uno stato, che dà a un individuo il permesso di accedere nel territorio di tale stato, per un certo periodo di tempo e per determinati fini. Il visto normalmente viene stampato o incollato all'interno del passaporto , ma può anche essere rilasciato sotto forma di documento a sé)e si deve  dimostrare di non  costituire un pericolo per la sicurezza pubblica e sanitaria. Lo straniero che richiede il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno è sottoposto a procedura di fotosegnalazione e acquisizione da parte della questura di riferimento delle impronte digitali.Il permesso di soggiorno può essere rilasciato per i seguenti motivi:
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• turismo;  
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• esercizio delle funzioni di ministro del culto;  
 
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Versione delle 12:48, 9 ott 2008

Il Permesso di Soggiorno è un documento che consente ad un cittadino extracomunitario di soggiornare sul territorio nazionale. Ne esistono varie tipologie che differiscono in base alle motivazioni e alla durata del soggiorno richiesto.

Definizione

In Italia per ottenere il permesso di soggiorno è necessario possedere un valido visto d’ingresso,(il visto di ingresso è un documento,  rilasciato da uno stato, che dà a un individuo il permesso di accedere nel territorio di tale stato, per un certo periodo di tempo e per determinati fini. Il visto normalmente viene stampato o incollato all'interno del passaporto , ma può anche essere rilasciato sotto forma di documento a sé)e si deve  dimostrare di non  costituire un pericolo per la sicurezza pubblica e sanitaria. Lo straniero che richiede il rilascio o il rinnovo del permesso di soggiorno è sottoposto a procedura di fotosegnalazione e acquisizione da parte della questura di riferimento delle impronte digitali.Il permesso di soggiorno può essere rilasciato per i seguenti motivi:

• turismo; • lavoro subordinato o autonomo, a tempo determinato o indeterminato; • salute (ricoveri in case di cura e ospedali); • esercizio delle funzioni di ministro del culto; • studio; • ricongiungimento familiare; • asilo politico; • affari; • residenza elettiva; • attività sportiva; • minore età; • salute


Il requisito fondamentale per ottenere il permesso di soggiorno è la richiesta all'immigrato di possedere un reddito individuale e di dare contributo all'accrescimento del benessere sociale

LEGISLAZIONE

Il primo tentativo del legislatore di disciplinare in maniera più organica l'immigrazione e la condizione giuridica dello straniero avviene con il d.l. 30 dicembre 1989, n. 416, convertito nella Legge 28 febbraio 1990, n. 39 (in Gazzetta ufficiale, serie gen., n. 49 del 28 febbraio 1990, c.d. Legge Martelli, dal nome del Ministro proponente).Tale testo normativo era sicuramente caratterizzato da una prima presa di coscienza del fenomeno dell’immigrazione come problema non più di marginale interesse, ma come tematica che avrebbe, negli anni a venire, interessato sempre maggiormente la collettività. La permanenza in Italia è subordinata all’ottenimento del permesso di soggiorno così come risulta dall’articolo 4 della legge. Lo straniero cui è negato o revocato il permesso può ricorrere al TAR con domanda incidentale di sospensione, che non è invece ammessa per l’extracomunitario espulso e rientrato in Italia (art. 5 commi 4 e 6).

La legge del 30 luglio 2002 n.189 (Legge Bossi-Fini) e il D.P.R. 18 ottobre 2004 n. 334 "Regolamento recante modifiche ed integrazioni al decreto del Presidente della Repubblica 31 agosto 1999, n. 394, in materia di immigrazione" hanno modificato la disciplina in materia di immigrazione prevista dal D.lgs. 25 luglio 1998 n.286 (Legge Turco-Napolitano) e dal Regolamento attuativo D.P.R. 31 agosto 99 n.394

Sulla Gazzetta Ufficiale n. 31 del 6 febbraio 2008 è stato pubblicato il DL n. 17 del 9 gennaio 2008 recante “Attuazione della direttiva 2005/71/CE relativa ad una procedura specificamente concepita per l'ammissione di cittadini di Paesi terzi a fini di ricerca scientifica”, che è entrato in vigore il 21 febbraio 2008. Il provvedimento è composto da 2 articoli, il primo dei quali apporta sostanziali modifiche al D.Lgs. 286/1998 (Testo unico sull’immigrazione), proprio con riferimento ai professori universitari e ricercatori. In particolare viene sostituita la lettera c) dell’art. 27, riducendo la categoria ivi descritta ai soli professori universitari destinati a svolgere in Italia un incarico accademico. Precedentemente alla suddetta modifica, nella medesima lettera erano inclusi anche i ricercatori ed erano previste, altresì, le attività di ricerca presso università, istituti di istruzione e di ricerca operanti in Italia, che, tuttavia, possono rientrare nell’incarico accademico.

Il 07/10/2008 il partito della Lega Nord, della coalizione di governo, ha proposto con un emendamento al DDl sulla sicurezza, il meccanismo del permesso di soggiorno a punti per gli immigrati regolari. Questo prevede la concessione di 10 crediti che saranno decurtati in caso di violazione della legge fino ad arrivare alla revoca del permesso di soggiorno e all'espulsione. Al contrario, gli immigrati che dimostreranno nel tempo di rispettare la legge potranno anche incrementare il punteggio assegnato. Allo straniero che vuole ottenere o conservare il permesso di soggiorno viene chiesto, oltre al rispetto delle leggi, la conoscenza della lingua e in generale un buon livello di integrazione sociale. Sarà istituito presso il ministero degli Esteri il Fondo per la prevenzione dei flussi migratori e sarà finanziato con la metà del contributo fisso (100 euro) chiesto per le istanze o le dichiarazioni relative alla cittadinanza, oltre che per il rilascio e il rinnovo del permesso di soggiorno.