Spazi della letteratura migrante in lingua italiana: differenze tra le versioni

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Versione delle 17:15, 8 giu 2008

Editoria

All'inizio degli anni '90 i primi testi della letteratura della migrazione italiana (da Io venditore di Elefanti di Pap Khouma a Immigrato di Salah Methnani) furono pubblicati da grandi case editrici. Era un tema che in un primo momento sembrò per gli editori avere una buona ricaduta di vendite. I testi della migrazione infatti ebbero un discreto successo editoriale. Ma ben presto dopo il primo interessamento, i grandi editori si ritirarono, perché c’erano altre mode da seguire, altri testi da lanciare. Si considerò per molti addetti ai lavori che questo tipo di letteratura aveva già dato quello che poteva dare e che era inutile investirci oltre. Quindi i grandi nomi dell’editoria scomparvero, ma non fu così per tutti. Fu in questa fase che gli scrittori migranti furono addottati e abbracciati da piccole realtà editoriali e non. Infatti molti scrittori lavoravano già nel sociale e chi non ci lavorava poteva vantare qualche legame con il mondo dell’associazionismo. In questa importante seconda fase entrarono in azione quindi piccole realtà editoriali che lavoravano sul tema dell’immigrazione e associazioni del terzo settore. In primo piano quindi Arci, Mani tese, Caritas, ma anche riviste come Terre di mezzo, Caffè, Tam tam, Vita o case editrici come Sensibili alle foglie, Sinnos, Fara, Emi. Oggi c'è di nuovo un interesse delle grandi major del libro.

Media

Premi letterari

Bibliografia critica

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