Tratta delle donne: differenze tra le versioni

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===Panoramica===
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La tratta delle donne è un fenomeno che comporta vaste implicazioni per il tessuto sociale, economico e organizzativo della nostra società. Il fenomeno è agevolato dalla globalizzazione e dalle tecnologie moderne. La tratta delle donne comprende  lo sfruttamento sessuale in condizioni vicine alla schiavitù. Le vittime sono soggette a violenza, stupro, percosse e forme estreme di crudeltà, nonché ad altri tipi di pressione e coercizione.
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La '''tratta delle donne'''  designa il reclutamento, il trasporto, il trasferimento, l’alloggio o l’accoglienza, attraverso la minaccia o il ricorso alla forza o ad altre forme di coercizione, attraverso il rapimento, la frode, l’inganno, l’abuso di autorità o di una situazione di vulnerabilità, o attraverso l’offerta o l’accettazione di pagamenti o di vantaggi per ottenere il consenso di una persona che esercita un’autorità su di un’altra ai fini di sfruttamento. <ref>[http://www.segretariatosociale.rai.it/codici/tratta_esseri_umani/protocol_ita.pdf Protocollo di Palermo]</ref>
Le donne sono particolarmente soggette a diventare vittime della tratta di esseri umani;tra le cause principali figurano la femminilizzazione della povertà, della discriminazione sessuale e della mancanza di istruzione e opportunità professionali nei loro paesi di origine.
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Molto spesso le donne vengono minacciate, maltrattate e stuprate. In alcuni casi vengono imprigionate per evitare che possano fuggire. I trafficanti minacciano anche di far sapere alle loro famiglie che lavorano all'estero come prostitute. Inoltre, il fatto stesso di essere clandestine le fa sentire in trappola. Il potere esercitato sulle vittime è ancora maggiore quando l'organizzazione criminale controlla l'intera catena del reclutamento, dal trasporto all'effettivo sfruttamento sessuale.
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===Evoluzione===
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==Panoramica==
Il flusso tradizionale e’ in atto tra alcuni paesi in via di sviluppo (Africa settentrionale e centrale, America latina, Asia) e i paesi occidentali di destinazione. Ma l'aspetto che desta maggiore preoccupazione è l'aumento del numero di donne che arrivano nell'UE dai paesi dell'Europa centrale ed orientale. Il deterioramento della situazione economica in questi paesi ha avuto un impatto diretto sulla tratta delle donne. Si calcola che ogni anno fino a 120 000 donne vengono illecitamente introdotte nell'Europa occidentale. La maggior parte degli Stati dell'Europa centrale e orientale sono diventati, in diversa misura, paesi sia di origine, che di transito, che di destinazione: è quanto affermano le loro stesse forze di polizia. Molte donne provenienti dai nuovi Stati indipendenti passano dai paesi candidati prima di finire negli Stati membri dell'UE. Si sta inoltre affermando il fenomeno della compravendita ripetuta all'interno dell'UE.
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Il problema della tratta delle donne interessa, in maniera più o meno rilevante, tutti gli Stati membri. In particolare, negli ultimi anni, con lo sviluppo dell'industria del sesso, ha avuto un forte incremento il traffico finalizzato allo sfruttamento sessuale. Sebbene forze di polizia, ONG e organizzazioni internazionali abbiano raccolto un certo numero di dati, non è facile disporre di valori globali attendibili
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Reti e criminalità organizzata
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.Le forze di polizia hanno potuto rilevare che accanto ad un traffico di piccole dimensioni che interessa un numero limitato di persone, esistono grandi imprese e reti internazionali. Queste creano una "industria"  organizzata che gode di appoggi politici e di risorse economiche nei paesi di origine, transito e destinazione. Non mancano i casi di corruzione di pubblici ufficiali. Esistono,inoltre, collegamenti con altre forme di criminalità. La tratta delle donne sta diventando una fonte primaria di reddito per alcuni gruppi della criminalità organizzata. I cospicui introiti di tali organizzazioni criminali spesso comportano la costituzione di società di facciata dedite ad attività perfettamente lecite. Parte degli utili vengono poi riciclati per andare ad alimentare altre attività criminose, tra cui il traffico di stupefacenti e di armi.
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I trafficanti di donne usano diversi metodi per adescare le loro vittime. A volte operano attraverso agenzie di lavoro, di viaggio, di spettacoli o matrimoniali nominalmente rispettabili. Le vittime vengono spesso munite di regolari documenti di viaggio per poter attraversare le frontiere, dopo di ché scompaiono o non rinnovano i visti. Infatti i trafficanti possono ricorrere a documenti falsi per ottenere i documenti di viaggio oppure avvalersi di documenti alterati o contraffatti.
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L'adescamento delle vittime avviene in diversi modi. I trafficanti tendono ad approfittare della fragile situazione economica e sociale delle donne, allettandole con la promessa di ingenti guadagni in Occidente. Accettando tali proposte, le vittime pensano di poter provvedere non soltanto ai loro bisogni, ma anche a quelli delle loro famiglie. Il contatto con le donne viene stabilito mediante annunci sui giornali con offerte di lavoro per ballerine, cameriere, hostess, ecc., oppure tramite assunzione diretta in discoteche e bar, o ricorrendo ad agenzie matrimoniali. Anche se un certo numero di donne sono consapevoli della professione che le attende, non sanno che il più delle volte saranno tenute in condizioni di schiavitù per evitare che possano sfuggire ai loro sfruttatori. Dopo essere state trasportate nel paese di destinazione, vengono costrette in vari modi a prostituirsi e/o a continuare tale attività. Spesso sono tenute a rimborsare gli elevati debiti contratti per ottenere i documenti necessari e sostenere le spese di viaggio, oppure vengono private del passaporto e dei loro averi, o ancora avviate alla tossicodipendenza dai loro sfruttatori.
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Molto spesso le donne vengono minacciate, maltrattate e stuprate. In alcuni casi vengono imprigionate per evitare che possano fuggire. I trafficanti minacciano anche di far sapere alle loro famiglie che lavorano all'estero come prostitute. Inoltre, il fatto stesso di essere clandestine le fa sentire in trappola. Il potere esercitato sulle vittime è ancora maggiore quando l'organizzazione criminale controlla l'intera catena del reclutamento, dal trasporto all'effettivo sfruttamento sessuale.Il sostegno efficiente e l'assistenza alle vittime, nonché la loro protezione, richiedono un approccio multidisciplinare con tutte le parti in causa.L'assistenza sociale deve consistere nel fornire non soltanto centri di accoglienza e di riabilitazione sicuri per proteggere le vittime dai loro sfruttatori, ma anche cure mediche, sociali e psicologiche, nonché assistenza giuridica. Pure necessaria è un'ulteriore assistenza per quanto riguarda la reintegrazione e la formazione professionale o il rimpatrio.
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===Strategie dell'UE contro la tratta delle donne===
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È un fenomeno che colpisce gravemente la maggior parte dei paesi industrializzati, soprattutto a livello socio- economico. Negli ultimi anni, con l’incremento della [[globalizzazione]] e la conseguente crescita dei flussi migratori, la tratta delle donne ha conosciuto la sua massima espansione. Il traffico è spesso finalizzato allo sfruttamento sessuale o alla riduzione in [[schiavitù]]; le vittime sono soggette a violenza, stupro ed altre forme di coercizione. Cause prime dello sfruttamento sono la povertà, l’analfabetismo e le discriminazioni sessuali presenti nei loro paesi d’origine. Inoltre, la condizione di clandestinità delle vittime, permette alle organizzazioni criminali che gestiscono l’intera catena del reclutamento, di esercitare un potere su di esse.
La lotta alla tratta delle donne è diventata in modo crescente una priorità politica per l'Unione europea.
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Dal 1996 l'Unione europea si è impegnata attivamente ad elaborare un approccio globale e interdisciplinare per prevenire e combattere la tratta delle donne con la partecipazione di tutti i soggetti interessati: ONG, operatori sociali, autorità giudiziarie, forze di polizia ed enti preposti a controllare l'immigrazione. Un tale approccio richiede una collaborazione a livello nazionale ed internazionale. Il fenomeno va affrontato prendendo in considerazione tutta la catena del traffico illecito (addetti al reclutamento, passatori, sfruttatori, altri intermediari e clienti). Servono provvedimenti di vario tipo, tra cui un'apposita protezione giuridica, nonché misure preventive e atte a garantire un'adeguata tutela, sostegno e assistenza alle vittime.
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==Entità ed evoluzione del fenomeno==
Il Parlamento europeo è sempre stato molto attivo nel richiedere ulteriori interventi a livello europeo, sia nel campo della prevenzione che in quello della lotta al traffico delle donne. Ha approvato diverse risoluzioni.
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Vi è un generale consenso, in particolare sulla necessità di sviluppare:
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La natura illegale del fenomeno non consente di quantificarne con attendibilità l’estensione. Il flusso tradizionale è in atto tra alcuni [[paesi in via di sviluppo]] ([[Africa]] settentrionale e centrale, [[America latina]], [[Asia]]) e i paesi occidentali di destinazione. Secondo alcune fonti, annualmente nel mondo le persone trafficate da uno stato all’altro ammonterebbero a circa 800 mila, di cui l’80% donne <ref>U.S. Department of State, 2007</ref>. In Europa le donne e i minori trafficati ogni anno dai Balcani e dall’Europa dell’Est sarebbero rispettivamente 120 e 200 mila<ref>Lehti, 2003</ref>, contro i 500 mila stimanti dall’[[UNODC]]<ref>[http://www.unodc.org/unodc/trafficking_persons_report_2006-04.html UNODC (2006) Trafficking in Persons: Global Patterns]</ref>. Il deterioramento della situazione economica in questi paesi ha avuto un impatto diretto sulla tratta delle donne. La maggior parte degli Stati dell'[[Europa centrale]] e orientale sono diventati, in diversa misura, paesi sia di origine, che di transito, che di destinazione della tratta: è quanto affermano le loro stesse [[forze di polizia]]. Si sta inoltre affermando il fenomeno della [[compravendita]] ripetuta all'interno dell'UE. Negli ultimi anni, con lo sviluppo dell'industria del sesso, ha avuto un forte incremento il traffico finalizzato allo sfruttamento sessuale. Sebbene forze di polizia, [[ONG]] e organizzazioni internazionali abbiano raccolto un certo numero di dati, non è facile disporre di valori globali attendibili. Le forze di polizia hanno potuto rilevare che accanto ad un traffico di piccole dimensioni che interessa un numero limitato di persone, esistono grandi imprese e reti internazionali. Queste creano una "industria" organizzata che gode di appoggi politici e di risorse economiche nei paesi di origine, transito e destinazione. Non mancano i casi di corruzione di pubblici ufficiali. Esistono, inoltre, collegamenti con altre forme di criminalità.
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In Italia si dispone solamente di dati frammentari: secondo il Dipartimento per le Pari Opportunità, tra il 2000 e il 2006 più di 11.500 persone sono state inserite in programmi di protezione sociale.
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La mancanza di dati affidabili è imputabile soprattutto all’assenza di un sistema centralizzato predisposto a raccogliere e rielaborare i dati sulle persone trafficate, traendoli da fonti diverse (istituzioni governative e non governative, ricerche nazionali e regionali ad hoc, media, ecc.) al fine di produrre statistiche comparabili a livello internazionale<ref>Laczko e Gozdziak, 2005</ref>.
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== Modalità di reclutamento ==
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La tratta delle donne è molto redditizia per alcuni gruppi della [[criminalità organizzata]]. I proventi di queste organizzazioni permettono la costituzione di società di facciata dedite al riciclaggio di denaro sporco per finanziare altre attività illecite.
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L’adescamento delle vittime avviene attraverso annunci di lavoro (in genere come ballerine, domestiche, hostess, ecc.), alimentando le speranze di migliorare le proprie condizioni di vita. Esse vengono introdotte nei paesi di destinazione con regolari documenti di viaggio, spesso sequestrati dai trafficanti o semplicemente non rinnovati; altre volte le organizzazioni criminali ricorrono, invece, alla falsificazione dei documenti. All’arrivo, vengono costrette alla [[prostituzione]] (e spesso anche avviate alla [[tossicodipendenza]]), dovendo rimborsare ai loro aguzzini i costi del viaggio e dei documenti.
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==Strategie dell'UE contro la tratta delle donne==
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Dal 1996 l’[[Unione Europea]] è impegnata attivamente nella prevenzione e nella lotta alla tratta delle donne, elaborando un approccio globale e interdisciplinare con il coinvolgimento di vari soggetti, come [[ONG]], operatori sociali, autorità giudiziarie e forze di polizia. Il fenomeno va esaminato analizzando tutta la catena del traffico (dagli addetti al reclutamento, agli sfruttatori, agli altri intermediari e ai clienti). Il [[Parlamento Europeo]] ha avvertito la necessità di sviluppare in particolare:  
 
* misure preventive;  
 
* misure preventive;  
 
* la legislazione penale, nonché la collaborazione tra forze di polizia ed autorità giudiziarie;  
 
* la legislazione penale, nonché la collaborazione tra forze di polizia ed autorità giudiziarie;  
 
* la protezione, l'assistenza e il sostegno alle vittime;  
 
* la protezione, l'assistenza e il sostegno alle vittime;  
 
* adeguate politiche di cooperazione.  
 
* adeguate politiche di cooperazione.  
Tutti questi elementi richiedono iniziative diverse . Finora l'Unione europea si è impegnata maggiormente sul fronte dell'elaborazione di una legislazione penale e della collaborazione tra forze di polizia ed autorità giudiziarie, piuttosto che su quello della prevenzione del traffico e della tutela delle vittime. In una prima comunicazione del 1996 sulla tratta delle donne a scopo di sfruttamento sessuale, la Commissione europea ha messo a punto una strategia europea per prevenire e combattere il fenomeno. Sempre nel 1996 è stato esteso il mandato dell'Europol per consentire a tale organismo di occuparsi anche della tratta di esseri umani..
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Per raggiungere le finalità prefisse, l’UE ha esteso nel 1996 il mandato dell’[[Europol]] per consentire a tale istituzione di occuparsi anche del traffico di esseri umani. Nel 1997 il [[Consiglio d’Europa]] ha invitato gli Stati membri dell’Unione a revisionare le rispettive legislazioni penali nazionali per quanto riguarda la tratta della donna e la protezione delle vittime nei processi giudiziari. Nello stesso anno è stata promossa anche l’iniziativa DAPHNE, contro la violenza nei confronti delle donne.
Nel febbraio 1997 il Consiglio ha adottato un'azione comune che invita gli Stati membri dell'Unione europea a rivedere le rispettive legislazioni penali per quanto riguarda la tratta delle donne e la collaborazione giudiziaria, nonché a favorire la protezione delle vittime nei procedimenti giudiziari. Nello stesso anno è stata varata anche l'iniziativa DAPHNE per combattere la violenza nei confronti delle donne,ma anche dei bambini.Tale iniziativa e’ aperta agli organismi pubblici e si concentra soprattutto sul ruolo importante che svolgono le ONG.
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Nel dicembre 1998 la Commissione Europa ha varato nuove iniziative con l’obiettivo di:
Nel dicembre 1998 in una seconda comunicazione riguardante ulteriori azioni nella lotta alla tratta delle donne, la Commissione ha valutato i progressi compiuti e raccomandato una serie di nuove iniziative mirate, nonché il potenziamento di alcune azioni esistenti, in particolare con l'obiettivo di:
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* garantire che il problema della tratta delle donne conservi la sua importanza nel programma politico dell'UE;
* garantire che il problema della tratta delle donne conservi la sua importanza nel programma politico dell'UE;
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* rafforzare la collaborazione internazionale ed europea;
* rafforzare la collaborazione internazionale ed europea, compresa quella tra governi e ONG dei paesi di origine, transito e destinazione;
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* concentrare una maggiore attenzione sulla prevenzione;
* potenziare l'impostazione interdisciplinare, concentrando l'attenzione sulla prevenzione, la ricerca e le attività delle forze di polizia, nonché provvedendo a sanzionare adeguatamente i trafficanti e ad assistere le vittime;
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* sanzionare adeguatamente i trafficanti e proteggere le vittime.
* inviare, nell'ambito del processo di adesione, un esplicito messaggio ai paesi candidati sulle loro responsabilità nel controllo della tratta attraverso provvedimenti nazionali al riguardo e la collaborazione con l'UE.
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Tra le misure finalizzate alla prevenzione, l’UE ha promosso varie campagne informative e un Forum europeo per la prevenzione della criminalità organizzata; ha inoltre varato iniziative a favore della parità sessuale e della lotta contro la povertà. Sono inoltre stati sostenuti una serie di progetti del programma STOP, miranti a costituire partnership e reti europee, che hanno dimostrato la loro utilità. In particolare, l'UE ha  favorito la prevenzione della tratta delle donne provenienti dai paesi dell'Europa centrale e orientale e,  finanziando nel 1996 l'ONG "La Strada". Nel 1999 è stato finanziato un progetto realizzato dalla ONG "Anti-Slavery International" per rendere più efficaci le azioni penali nei confronti dei trafficanti e promuovere programmi di protezione alle vittime. I programmi PHARE e TACIS per la democrazia hanno svolto un ruolo di primo piano nel finanziamento di tali attività.  
Inoltre l'UE si è già adoperata per prevenire la tratta delle donne, anche se non mancheranno ulteriori provvedimenti. Da un lato, ha adottato misure più specificamente finalizzate alla prevenzione, come le campagne informative e il Forum europeo per la prevenzione della criminalità organizzata, e, dall'altro, ha varato iniziative aventi una portata più generale, come la promozione della parità sessuale e la lotta contro lo povertà, che possono contribuire a ridurre il numero delle donne comprate e vendute a fini di sfruttamento.
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Un'attenzione particolare va prestata alle donne esposte a discriminazioni o vittime di violenza e/o sfruttamento sessuale. Accanto ai progetti finanziati dai programmi STOP e DAPHNE, le iniziative in questo campo comprenderanno:
Altri tentativi di contrasto e repressione sono stati messi in atto dall’ ''Europe Law Enforcement Group'' il quale in un documento indirizzato principalmente allo sfruttamento sessuale dei minori esemplifica alcuni suggerimenti applicabili anche al tema della tratta delle donne,tra cui procedimenti giudiziari che assicurino osservanza della pena comminata al colpevole anche in caso di extraterritorialità e contemporaneamente facilitando le procedure di estradizione per questo genere di reato fermo restando il rispetto dei diritti fondamentali costituzionalmente garantiti nel paese di origine del colpevole.
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*attività di formazione sulla legislazione antidiscriminatoria;
Per quanto riguarda la cooperazione internazionale, gli Stati membri dell'Unione europea e la Commissione sono impegnati attivamente nei lavori di forum multilaterali quali l'ONU, l'OSCE/ODIHR, il Patto di stabilità per l'Europa sudorientale, il G8, l'ASEM ed il Consiglio d'Europa al fine di coordinare gli sforzi contro la tratta di esseri umani.
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*la ricerca e raccolta di dati sulle specificità di genere della salute e sicurezza sul lavoro;
Nell'ambito della nuova agenda transatlantica, l'UE e gli Stati Uniti hanno unito le forze per combattere la tratta delle donne, finanziando nel 1999/2000 alcune campagne informative organizzate in Ungheria e Bulgaria dall'Organizzazione internazionale per le migrazioni. Con tali iniziative si è voluto portare il problema all'attenzione dell'opinione pubblica e delle autorità, nonché fornire un sostegno legale e medico alle vittime e avvertire le donne dei pericoli insiti nel fenomeno
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*l'elaborazione di strutture che favoriscano l'attuazione delle politiche paritarie nei paesi candidati.  
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Per quanto riguarda la cooperazione internazionale, [[ONU]], [[OSCE]], [[G8]], ASEM e Consiglio d’Europa hanno organizzato numerose attività al fine di coordinare gli sforzi contro la tratta delle donne.
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== Collegamenti esterni ==
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* [http://www.conflittidimenticati.it/cd/docs/1224.pdf Convenzione internazionale sulla schiavitù]
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* [http://www.segretariatosociale.rai.it/codici/tratta_esseri_umani/protocol_ita.pdf Protocollo di Palermo]
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* [http://www.camera.it/_bicamerali/schengen/fonti/COEUROPOL/convtxt.htm Testo Convenzione Europol]
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* [http://www.governo.it/GovernoInforma/Dossier/protocollo_italia_romania/consiglio_europa_convenzione_definitivo.pdf Convenzione Consiglio d'Europa sulla tratta di esseri umani]
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* [http://www.legislationline.org/upload/legislations/ce/6b/77605b15b0b3c52817e1d85bb906.pdf Piano di azione dell'OSCE contro il traffico di esseri umani (en)]
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* [http://europa.eu/scadplus/leg/it/lvb/r17003.htm Programma TACIS 2000-2006]
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* [http://ec.europa.eu/justice_home/news/8mars_it.htm#b1 Strategia Europea Globale sulla tratta delle donne: i programmi DAPHNE, STOP e PHARE]
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* [http://www.iom.int/jahia/jsp/index.jsp Sito ufficiale International Organization for Migration (en)]
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* [http://www.gaatw.org/ Sito ufficiale Global Alliance Against Traffic in Women (en)]
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* [http://www.hrlawgroup.org/ Sito ufficiale International Human Rights Law Group (en)]
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* [http://www.bayswan.org/FoundTraf.html Foundation against trafficking in women (en)]
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==Voci correlate==
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*[[Traffico di esseri umani]]
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*[[Protocollo di Palermo]]
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*[[Diritto d'asilo]]
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*[[Diritti umani]]
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*[[Immigrazione]]
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==Note==
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<references/>
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==Bibliografia==
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*Derks Annuska, Combating trafficking in south-east Asia: a review of policy and programme responses / prepared for IOM by Annuska Derks, IOM, c2000
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*Altink Sietske, Stolen lives: trading women into sex and slavery, Scarlet, 1995
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*Barlay Stephen, Schiavitù sessuale, Feltrinelli, 1968
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*Paulucci di Calboli Raniero, Ancora la tratta delle ragazze italiane e la Conferenza internazionale di Parigi, Direzione della Nuova antologia, 1902
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*Paulucci di Calboli Raniero, La tratta delle donne e dei fanciulli, Direzione della Nuova antologia, 1921
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*Francesco Carchedi, Ulf Stridbeck, Vittoria Tola, Lo Zoning possibile. Governance della prostituzione e della tratta delle donne. Il caso di Venezia, Stoccolma ed Amsterdam, Collana Politiche Migratorie - Ricerche, 1a edizione  2008
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*Laczko F., Gozdziak E. (eds) (2005) Data and Research on Human Trafficking: A Global Survey, IOM, Geneva.
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*Lehti M. (2003) Trafficking in Women and Children in Europe, HEUNI paper No.18, The European Institute for Crime Prevention and Control affiliated with the United Nation, Helsinki.
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*U.S. Department of State (2007) Trafficking in Persons Report, June.
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[[Categoria:Diritto internazionale]]
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[[Categoria:Diritti umani]]
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[[Categoria:Pratiche illegali]]

Versione attuale delle 13:12, 16 ott 2008

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La tratta delle donne designa il reclutamento, il trasporto, il trasferimento, l’alloggio o l’accoglienza, attraverso la minaccia o il ricorso alla forza o ad altre forme di coercizione, attraverso il rapimento, la frode, l’inganno, l’abuso di autorità o di una situazione di vulnerabilità, o attraverso l’offerta o l’accettazione di pagamenti o di vantaggi per ottenere il consenso di una persona che esercita un’autorità su di un’altra ai fini di sfruttamento. [1]

Panoramica

È un fenomeno che colpisce gravemente la maggior parte dei paesi industrializzati, soprattutto a livello socio- economico. Negli ultimi anni, con l’incremento della globalizzazione e la conseguente crescita dei flussi migratori, la tratta delle donne ha conosciuto la sua massima espansione. Il traffico è spesso finalizzato allo sfruttamento sessuale o alla riduzione in schiavitù; le vittime sono soggette a violenza, stupro ed altre forme di coercizione. Cause prime dello sfruttamento sono la povertà, l’analfabetismo e le discriminazioni sessuali presenti nei loro paesi d’origine. Inoltre, la condizione di clandestinità delle vittime, permette alle organizzazioni criminali che gestiscono l’intera catena del reclutamento, di esercitare un potere su di esse.

Entità ed evoluzione del fenomeno

La natura illegale del fenomeno non consente di quantificarne con attendibilità l’estensione. Il flusso tradizionale è in atto tra alcuni paesi in via di sviluppo (Africa settentrionale e centrale, America latina, Asia) e i paesi occidentali di destinazione. Secondo alcune fonti, annualmente nel mondo le persone trafficate da uno stato all’altro ammonterebbero a circa 800 mila, di cui l’80% donne [2]. In Europa le donne e i minori trafficati ogni anno dai Balcani e dall’Europa dell’Est sarebbero rispettivamente 120 e 200 mila[3], contro i 500 mila stimanti dall’UNODC[4]. Il deterioramento della situazione economica in questi paesi ha avuto un impatto diretto sulla tratta delle donne. La maggior parte degli Stati dell'Europa centrale e orientale sono diventati, in diversa misura, paesi sia di origine, che di transito, che di destinazione della tratta: è quanto affermano le loro stesse forze di polizia. Si sta inoltre affermando il fenomeno della compravendita ripetuta all'interno dell'UE. Negli ultimi anni, con lo sviluppo dell'industria del sesso, ha avuto un forte incremento il traffico finalizzato allo sfruttamento sessuale. Sebbene forze di polizia, ONG e organizzazioni internazionali abbiano raccolto un certo numero di dati, non è facile disporre di valori globali attendibili. Le forze di polizia hanno potuto rilevare che accanto ad un traffico di piccole dimensioni che interessa un numero limitato di persone, esistono grandi imprese e reti internazionali. Queste creano una "industria" organizzata che gode di appoggi politici e di risorse economiche nei paesi di origine, transito e destinazione. Non mancano i casi di corruzione di pubblici ufficiali. Esistono, inoltre, collegamenti con altre forme di criminalità. In Italia si dispone solamente di dati frammentari: secondo il Dipartimento per le Pari Opportunità, tra il 2000 e il 2006 più di 11.500 persone sono state inserite in programmi di protezione sociale. La mancanza di dati affidabili è imputabile soprattutto all’assenza di un sistema centralizzato predisposto a raccogliere e rielaborare i dati sulle persone trafficate, traendoli da fonti diverse (istituzioni governative e non governative, ricerche nazionali e regionali ad hoc, media, ecc.) al fine di produrre statistiche comparabili a livello internazionale[5].

Modalità di reclutamento

La tratta delle donne è molto redditizia per alcuni gruppi della criminalità organizzata. I proventi di queste organizzazioni permettono la costituzione di società di facciata dedite al riciclaggio di denaro sporco per finanziare altre attività illecite. L’adescamento delle vittime avviene attraverso annunci di lavoro (in genere come ballerine, domestiche, hostess, ecc.), alimentando le speranze di migliorare le proprie condizioni di vita. Esse vengono introdotte nei paesi di destinazione con regolari documenti di viaggio, spesso sequestrati dai trafficanti o semplicemente non rinnovati; altre volte le organizzazioni criminali ricorrono, invece, alla falsificazione dei documenti. All’arrivo, vengono costrette alla prostituzione (e spesso anche avviate alla tossicodipendenza), dovendo rimborsare ai loro aguzzini i costi del viaggio e dei documenti.

Strategie dell'UE contro la tratta delle donne

Dal 1996 l’Unione Europea è impegnata attivamente nella prevenzione e nella lotta alla tratta delle donne, elaborando un approccio globale e interdisciplinare con il coinvolgimento di vari soggetti, come ONG, operatori sociali, autorità giudiziarie e forze di polizia. Il fenomeno va esaminato analizzando tutta la catena del traffico (dagli addetti al reclutamento, agli sfruttatori, agli altri intermediari e ai clienti). Il Parlamento Europeo ha avvertito la necessità di sviluppare in particolare:

  • misure preventive;
  • la legislazione penale, nonché la collaborazione tra forze di polizia ed autorità giudiziarie;
  • la protezione, l'assistenza e il sostegno alle vittime;
  • adeguate politiche di cooperazione.

Per raggiungere le finalità prefisse, l’UE ha esteso nel 1996 il mandato dell’Europol per consentire a tale istituzione di occuparsi anche del traffico di esseri umani. Nel 1997 il Consiglio d’Europa ha invitato gli Stati membri dell’Unione a revisionare le rispettive legislazioni penali nazionali per quanto riguarda la tratta della donna e la protezione delle vittime nei processi giudiziari. Nello stesso anno è stata promossa anche l’iniziativa DAPHNE, contro la violenza nei confronti delle donne. Nel dicembre 1998 la Commissione Europa ha varato nuove iniziative con l’obiettivo di:

  • garantire che il problema della tratta delle donne conservi la sua importanza nel programma politico dell'UE;
  • rafforzare la collaborazione internazionale ed europea;
  • concentrare una maggiore attenzione sulla prevenzione;
  • sanzionare adeguatamente i trafficanti e proteggere le vittime.

Tra le misure finalizzate alla prevenzione, l’UE ha promosso varie campagne informative e un Forum europeo per la prevenzione della criminalità organizzata; ha inoltre varato iniziative a favore della parità sessuale e della lotta contro la povertà. Sono inoltre stati sostenuti una serie di progetti del programma STOP, miranti a costituire partnership e reti europee, che hanno dimostrato la loro utilità. In particolare, l'UE ha favorito la prevenzione della tratta delle donne provenienti dai paesi dell'Europa centrale e orientale e, finanziando nel 1996 l'ONG "La Strada". Nel 1999 è stato finanziato un progetto realizzato dalla ONG "Anti-Slavery International" per rendere più efficaci le azioni penali nei confronti dei trafficanti e promuovere programmi di protezione alle vittime. I programmi PHARE e TACIS per la democrazia hanno svolto un ruolo di primo piano nel finanziamento di tali attività. Un'attenzione particolare va prestata alle donne esposte a discriminazioni o vittime di violenza e/o sfruttamento sessuale. Accanto ai progetti finanziati dai programmi STOP e DAPHNE, le iniziative in questo campo comprenderanno:

  • attività di formazione sulla legislazione antidiscriminatoria;
  • la ricerca e raccolta di dati sulle specificità di genere della salute e sicurezza sul lavoro;
  • l'elaborazione di strutture che favoriscano l'attuazione delle politiche paritarie nei paesi candidati.

Per quanto riguarda la cooperazione internazionale, ONU, OSCE, G8, ASEM e Consiglio d’Europa hanno organizzato numerose attività al fine di coordinare gli sforzi contro la tratta delle donne.

Collegamenti esterni

Voci correlate

Note

  1. Protocollo di Palermo
  2. U.S. Department of State, 2007
  3. Lehti, 2003
  4. UNODC (2006) Trafficking in Persons: Global Patterns
  5. Laczko e Gozdziak, 2005

Bibliografia

  • Derks Annuska, Combating trafficking in south-east Asia: a review of policy and programme responses / prepared for IOM by Annuska Derks, IOM, c2000
  • Altink Sietske, Stolen lives: trading women into sex and slavery, Scarlet, 1995
  • Barlay Stephen, Schiavitù sessuale, Feltrinelli, 1968
  • Paulucci di Calboli Raniero, Ancora la tratta delle ragazze italiane e la Conferenza internazionale di Parigi, Direzione della Nuova antologia, 1902
  • Paulucci di Calboli Raniero, La tratta delle donne e dei fanciulli, Direzione della Nuova antologia, 1921
  • Francesco Carchedi, Ulf Stridbeck, Vittoria Tola, Lo Zoning possibile. Governance della prostituzione e della tratta delle donne. Il caso di Venezia, Stoccolma ed Amsterdam, Collana Politiche Migratorie - Ricerche, 1a edizione 2008
  • Laczko F., Gozdziak E. (eds) (2005) Data and Research on Human Trafficking: A Global Survey, IOM, Geneva.
  • Lehti M. (2003) Trafficking in Women and Children in Europe, HEUNI paper No.18, The European Institute for Crime Prevention and Control affiliated with the United Nation, Helsinki.
  • U.S. Department of State (2007) Trafficking in Persons Report, June.