Carta di soggiorno

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La Carta di soggiorno in Italia è stata sostituita dal "Permesso di soggiorno CE per soggiornanti di lungo periodo"[1] nel 2007. Tale documento permette la residenza regolare in Italia dei cittadini extracomunitari senza che sia necessario effettuare ulteriori rinnovi presso la Questura. La Carta può essere richiesta dagli stranieri che risiedono da almeno sei anni in Italia e in possesso di regolare permesso di soggiorno da almeno 5 anni; inoltre il richiedente deve possedere un reddito atto a garantire il sostentamento dei suoi familiari e non deve essere stato oggetto di denunce nè essere in giudizio per reati gravi.

Benefici connessi allo status di "soggiornante"

Il soggiornante può:

  • entrare in Italia senza visto d'ingresso,anche se proveniente da Paesi per i quali tale documento è richiesto
  • dimostrando l’effettiva residenza in Italia, godere dei diritti collegati all’assistenza sanitaria e sociale
  • accedere regolarmente all'istruzione
  • svolgere qualisasi attività lavorativa, sia autonoma che subordinata

Inoltre,fermo restando il requisito dell’effettiva residenza in Italia,il soggiornante può godere del diritto ad un alloggio popolare ed al trasferimento in un altro Stato membro dell’Unione Europea (Gran Bretagna, Danimarca ed Irlanda escluse) a patto che presenti,presso le autorità nazionali del paese accogliente, l'autorizzazione a soggiornare entro tre mesi.

Validità e revoca del permesso

Il permesso CE è rilasciato in formato elettronico entro 90 giorni dalla sua richiesta ed i suoi effetti sono perpetui. Tuttavia è consentita la revoca del permesso solo in caso di:

  • espulsione
  • acquisto fraudolento
  • pericolo, accertato, per l'ordine pubblico e la sicurezza
  • assenza dal territorio dell'Unione Europea per un periodo pari o superiore ai 12 mesi consecutivi
  • possesso di un analogo permesso CE rilasciato da un altro paese dell'Unione. In tal caso il soggiornante perderà qualsiasi diritto al regolare soggiorno in Italia qualora la sua permananenza al di fuori dei confini nazionali sia stata superiore ai 6 anni.

L'espulsione del soggiornante è effettuata tenendo conto delle implicazioni sociali e familiari gravanti sul soggetto interessato, sia nel territorio dello Stato accogliente che in quello di provenienza, nonchè dell'età dello stesso. In ogni caso tale atto è prerogativa solamente del Prefetto, per motivi d'ordine pubblico e sicurezza, e dal Ministro degli Interni, per ragioni connesse alla sicurezza nazionale ed al terrorismo[2].

Voci correlate

Note

  1. Direttiva 2003/109/CE del Consiglio del 25 novembre 2003 (Gazz.Uff.Un.Eur. L 16/44 del 23.01.2004) relativa allo status dei cittadini di paesi terzi che siano soggiornanti di lungo periodo
  2. Documento che raccoglie i requisiti per ottenere la carta di soggiorno

Collegamenti esterni

Polizia di Stato

Ministero dell'Interno

Portale Immigrazione