Etichetta

Da wikiafrica.

Etichetta in ambito psico-sociale

In ambito psicosociale per etichetta si intende l'immagine convenzionalmente accettata dalla maggioranza riguardante l'essenza dell'altro. L’etichetta da l'illusione di rendere visibile qualcosa che appartiene all’essenza di una persona. Attraverso l'etichetta, generalmente condivisa dalla maggioranza delle persone, lo sconosciuto si tramuta così in conosciuto e l'invisibile in visibile. L’etichetta è qualcosa che viene introiettata dalla persona che è resa visibile e conosciuta in base a quell’etichetta. Ovvero l’etichetta viene condivisa e accettata dalla persona che la subisce. Proprio per questo nell’ambito psicosociale le etichette fanno adottare uno sguardo normalizzatore. “E’ il miracolo dell’etichetta – scrive Miguel Benasayag– produce l’impressione che l’essenza dell’altro sia visibile. A quel punto l’altro non è più una molteplicità contraddittoria che esiste in un gioco di luci ed ombre, di velato e svelato, ma diventa immediatamente visibile e riconoscibile. Si è convinti grazie all’etichetta di sapere tutto sull’altro, chi è, cosa desidera e come è strutturata la sua vita, perché l’etichetta non si limita a classificare ma stabilisce una sorta di ordine nella vita di chi la porta.”

Etichetta e rifugiati

I rifugiati e i richiedenti asilo, come tutte le persone o i gruppi sociali che vengono riconosciuti all’interno di certe etichette, si ritrovano vittime di una forma di determinismo sociale e individuale: i desideri, il divenire e ciò che si può sperare e costruire nella vita, tutto entra a far parte di un sapere e di una statistica prestabilita, che esilia dall’incertezza, che è la condizione della libertà di ogni essere umano o gruppo sociale. L’etichetta è qualcosa che viene introiettata dal migrante che è reso visibile e conosciuto in base a quell’etichetta. Ovvero l’etichetta viene condivisa e accettata dalla persona che la subisce. Anche perché questa persona crede di non poter essere aiutata se non si riconosce in questa etichetta.

Bibliografia

Miguel Benasayag, "L’epoca delle passioni tristi", Milano, Feltrinelli, 2004