Hostis e munus

Da wikiafrica.

L’hostis latino ha un parallelo in un altro termine latino che è munus inteso come un dono che obbliga a uno scambio, dalla radice mei che è proprio “dare in cambio”. Se munus vuol significare un dono che obbliga a uno scambio, l’aggettivo derivato communis è propriamente chi ha in comune dei munia cioè dei doni da scambiarsi. Ora quando questo sistema di compensazione gioca all’interno di una stessa cerchia determina una “comunità”, un insieme di uomini uniti da questo legame di reciprocità.

E così dalla radice mei arriviamo alla radice meit con il suffisso t che compare nel verbo latino muto: cambiare, scambiare. L’aggettivo derivato mutuus ne precisa il significato in reciproco, dall’uno all’altro. Quindi mutuare vuol dire prendere in prestito. Noi per esempio intendiamo il mutuo appoggio nel senso di reciproco, dall’uno all’altro, facendolo entrare nel ciclo dello scambio.

Così termini diversissimi gli uni dagli altri come hostes, xenos, munus o mitra, ci riportano allo stesso problema: quello delle istituzioni di ospitalità e di reciprocità grazie alle quali gli uomini di un popolo trovano accoglienza presso un altro popolo e le società praticano alleanze e scambi.

L’ espressione semplice per donare, per un dono che non esiga un contro-dono la troviamo nella radice indoeuropea del latino do, donum, e dorum in greco. La nozione di donare indica ovunque in tutte le lingue il dono senza ritorno.


Voci correlate

Bibliografia