Ospite

Da wikiafrica.

Il termine latino hospes è un antico composto di due nozioni distinte: hostis-pet-s. Nonostante il senso classico di hostis sia nemico, il significato primitivo della nozione hostis è quello di uguaglianza per compenso: è hostis colui che compensa il “dono” con un “contro-dono”. Per spiegare il rapporto tra ospite e nemico, si ammette di solito che l’uno e l’altro derivino dal senso di straniero che è ancora attestato in latino da cui “straniero favorevole”, ”ospite”, “straniero ostile”, “nemico”. Il secondo componente –pet in alternanza con –pot significa originariamente l’identità personale.

Dalla letteratura latina

In realtà le parole straniero, nemico, ospite sono nozioni globali e molto sommarie che devono essere precisate, interpretate, nel loro contesto storico e sociale. Per chiarire il significato di hostis seguono esempi tratti da autori latini che forniscono una serie di parole della stessa famiglia e alcuni usi istruttivi del termine hostis:

  • Secondo il grammatico latino Sesto Pompeo Festo si chiamavano hostes coloro che godevano dello stesso diritto del popolo romano e il significato di hostire equivaleva a quello di aequare (ricambiare): “Eius enim generis ab antiquis hostes appellabantur quod erant pari iure cum populo Romano, atque hostire ponebatur pro aequare” . Si ricava da questa notizia che hostis non era né lo straniero né il nemico.
  • Plauto scrive: “promitto hostire contra ut merueris” > “ti prometto un servizio reciproco ,come tu ti meriti” (Asinaria 377).
  • Varrone : “Hostum vocant quod ex uno facto olei reficitur” > “si chiama hostus la quantità di olio che si ottiene dopo una sola operazione di torchiatura”. (De re rustica I 24.3 ). In un certo modo il prodotto come contro partita.
  • Hostorium: bastone per uguagliare il moggio in modo da assicurargli un livello costante.
  • Tra gli dei romani, secondo Sant’Agostino, c’era anche una dea Hostilina che aveva il compito di uguagliare le spighe o di fare in modo che il lavoro compiuto fosse esattamente compensato dal prodotto del raccolto.

Infine una parola molto conosciuta hostia, si collega alla stessa famiglia : indica propriamente “ la vittima che serva a compensare l’ira degli dei”.

Continuità etimologica

Nomi primari o derivati, verbi o aggettivi, termini antichi della lingua religiosa o della lingua rurale tutti attestano nelle lingue indoeuropee e confermano che il senso primitivo di hostire e quindi l’origine della parola hospes è aequere: "compenso di un beneficio, rendere uguali/compensare uguagliare”. Come cita Festo, gli hostes godevano dello stesso diritto dei romani, un hostis non è uno straniero in generale, a differenza del peregrinus che abita al di fuori del territorio, hostis è lo straniero in quanto gli si riconoscono diritti uguali a quelli dei cittadini romani. Questo riconoscimento dei diritti implica un certo rapporto di reciprocità, presuppone una convenzione. Il legame di uguaglianza e di reciprocità che si stabilisce tra questo tipo di straniero e il cittadino di Roma conduce alla nozione precisa di ospitalità.

Hostis e xenos cambiano significato

Quando l’antica società diventa nazione, le relazioni tra uomo e uomo, tra clan e clan, si aboliscono; sussiste solo la distinzione tra ciò che è interno o esterno alla ''civitas''. E così la parola hostis ha assunto un’accezione “ostile” e ormai non si applica che al nemico. La storia di hostis riassume il cambiamento che si è prodotto nelle istituzioni romane. Allo stesso modo xenos, così ben caratterizzato come “ospite” in Omero, è diventato più tardi semplicemente “lo straniero” il non nazionale.

Voci correlate