Resilienza

Da wikiafrica.

Resilienza in psicologia

In psicologia, la resilienza viene vista come la capacità dell'uomo di affrontare e superare le avversità della vita. Andrea Canevaro in “Bambini che sopravvivono alla guerra”[1] definisce la resilienza come “la capacità non tanto di resistere alle deformazioni, quanto di capire come possano essere ripristinate le proprie condizioni di conoscenza ampia, scoprendo uno spazio al di là di quello delle invasioni, scoprendo una dimensione che renda possibile la propria struttura”. E’ inoltre una capacità che può essere appresa e che riguarda prima di tutto la qualità degli ambienti di vita, in particolare i contesti educativi, qualora sappiano promuovere l’acquisizione di comportamenti resilienti.

Resilienza e migrazione

Riguardo alla condizione dei migranti e dei rifugiati che hanno subito importanti eventi traumatici come la persecuzioni, la guerra, il carcere, le torture, la morte di familiari, il viaggio clandestino, la resilienza rappresenta la capacità della persona di ritrovare la struttura, di conservarla, di ritornare alla forma originaria.

  1. A. Canevaro, A. Malaguti, A. Miozzo, C. Venier (a cura di), "Bambini che sopravvivono alla guerra", Trento, Erickson, 2001