Rete G2 Seconde Generazioni

Da wikiafrica.

Né carne, né pesce, ma uovo. Con questa espressione la italo-etiope Lucia Ghebreghiorges, ex collaboratrice di Left e membro attivo della Rete G2, ha condensato il dilemma di essere figli di migranti in Italia oggi. La Rete G2 - Seconde generazioni, di cui la Ghebreghiorges fa parte, è nata nel 2005 dall’unione spontanea di alcuni figli e figlie di immigrati o rifugiati, nati in Italia o arrivati da minorenni. Si tratta di una rete di cittadini, originari di Africa, Asia, Europa e America Latina, che hanno pensato di unire le forze per lavorare su due punti fondamentali: i diritti negati alle seconde generazioni senza cittadinanza italiana e la costruzione di una identità plurima, meticcia, favorevole ad un incontro di civiltà.

La rete ha natali romani. E indubbiamente dall'ambiente romano ha mutuato un riconoscibile stile di lavoro politico. Ma dalla capitale il dialogo è in costante movimento verso altre realtà italiane, cittadine e non. Da Milano a Palermo, il network è in continua espansione. Nel 2006, per rendere la comunicazione tra i membri più dinamica, si è pensato ad una serie di iniziative che hanno portato alla costruzione di un blog al cui interno i membri potevano iscriversi ad un forum di discussione. Oltre a questo, nello stesso anno, sono stati realizzati due video e un fotoromanzo. Strumenti collettivi che servivano per sensibilizzare la società italiana sulle problematiche che vivono quotidianamente le seconde generazioni. La rete G2 ha partecipato, tra il 2006 e il 2007, agli incontri convocati dal Ministro dell’Interno e dal Ministro della Solidarietà Sociale sulle linee di riforma del Testo Unico sull’immigrazione ed è stata ricevuta in commissione Affari costituzionali della Camera per esprimere un parete sulla riforma della legge sulla cittadinanza. Collabora attivamente con l’Assessorato alle politiche giovanili del Comune di Roma e con il Centro interculturale della provincia di Mantova. Il successo della rete è stato largo. Sia come impatto sui media, ma soprattutto come punto di aggregazione per giovani confusi in cerca di conforto legislativo e morale. I contatti giornalieri al Forum sono sempre più numerosi e gli incontri pubblici si stanno moltiplicando rapidamente. Dopo lo storico gemellaggio con Associna, la rete delle seconde generazioni cinesi in Italia, la rete cerca oggi di miscelare le energie con altri gruppi sul territorio italiano impegnati nelle stesse battaglie. È storia recente il Forum 2007 tenuto negli spazi della scuola Di Donato a Piazza Vittorio che ha visto riunirsi per la prima volta membri di G2 di tutta la penisola.

Il successo della rete G2 mostra una Italia che è cambiata, non più solo terra di prima immigrazione, ma anche di stabilità, ricongiungimenti famigliari, nascite, crescite, scuola, identità plurime. La voglia di questi ragazzi di parlare, unirsi, combattere per un ideale comune è senza ombra di dubbio un segnale positivo. Ma allo stesso tempo si potrebbe affermare paradossalmente che il successo di una rete come G2 è anche frutto di un insuccesso o di una preoccupazione. La rete G2 nasce da una preoccupazione, o per dir meglio da una serie di preoccupazioni legate al tema della piena cittadinanza. Uno sviluppo asuspicabile sarebbe tuttavia, secondo alcuni osservatori del dibattito animato dalle seconde generazioni, lo sviluppo di zone miste di lavoro culturale, in cui la battaglia dei figli dei migranti venga riconosciuta come battaglia per una nuova complessiva cittadinanza. Alcuni, come ad esempio il gruppo aggregato intorno al documento Lettera alle seconde generazioni, auspicano da questo punto di vista la crescita di interlocutori tra le seconde generazioni, portatori di un ragionamento proprio e con cui diventi possibile un concfronto non di carattere solo tattico o di categoria.