Rotte africane dei migranti

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Con la locuzione rotte dei migranti vengono indicati i percorsi abituali attraversati da chi emigra.

Mappa delle rotte dell'emigrazione dall'Africa occidentale

La maggior parte dell'emigrazione africana è interna al continente. Ovvero dalle zone rurali alle aree urbane, oppure da uno stato all'altro. Mete dell'immigrazione africana sono soprattutto il Sudafrica e i Paesi del Maghreb, in particolare la Libia, che conta da sola circa due milioni di immigrati. Alto anche il numero di rifugiati e sfollati interni, oltre due milioni, secondo i dati dell'Alto commissariato dei rifugiati dell'Onu[1]. La maggior parte sono i profughi della regione dei grandi laghi e del corno d'Africa. Vivono nei campi profughi in Congo, Sudan, Uganda, Somalia, e in misura minore in Costa d'Avorio, Chad, Kenya, Etiopia e Sudafrica. Una parte consistente dell'esodo somalo si concentra poi sullo Yemen, sulle cui coste nel 2007 sono approdate circa 30.000 persone in fuga dalla guerra[2]. Una piccola parte degli emigranti economici e dei richiedenti asilo politico africani, ha come meta l'Europa. Gli immigrati dell'africa sub-sahariana nell'Ue erano, secondo un rapporto Iom del 2008, 800.000 persone[3]. Secondo lo stesso rapporto[4] la maggior parte degli emigranti dell'Africa sub-sahariana raggiungono l'Europa legalmente, con un visto turistico che poi lasciano scadere. Secondo statistiche accertate dall'Iom, ogni anno la popolazione sub-sahariana immigrata in Europa aumenta di circa 100.000 unità. Mentre il numero dei cittadini dell'africa sub-sahariana che attraversano clandestinamente il Mediterraneo può essere stimato, secondo l'Iom, tra i 5.000 e i 25.000 all'anno. Lo stesso rapporto svela come sia maggiore il numero degli immigrati sub-sahariani residenti nei paesi del Maghreb che non in Europa. Dei circa 120,000[5] emigranti sub-sahariani che entrano nei Paesi del nord Africa ogni anno, si stima che soltanto tra l'8 e il 20% continuerà il viaggio verso l'Europa in maniera clandestina. Le rotte per attraversare il Mediterraneo sono principalmente cinque. Dalla costa atlantica africana verso l'arcipelago spagnolo delle isole Canarie. Da Marocco e Algeria verso la costa spagnola dell'Andalusia e delle isole Baleari oppure verso le due enclaves spagnole di Ceuta e Melilla. Dall'Algeria alla Sardegna. Dalla Tunisia, la Libia e l'Egitto verso la Sicilia, Malta e le isole di Lampedusa e Pantelleria. E infine dalla Turchia verso la Grecia. In alcuni casi poi gli emigranti africani utilizzano la rotta dell'est europeo: atterrano con un visto turistico in Ucraina e proseguono verso Slovacchia e Polonia alla volta dell'Ue. Per raggiungere il Mediterraneo esistono diverse rotte. Nella maggior parte dei casi, viaggiando senza visto, si è costretti ad attraversare il deserto del Sahara. Dall'Africa occidentale e centrale lo si fa attraversando il Mali verso l'Algeria, oppure il Niger verso la Libia. Dal Corno d'Africa la rotta è quella che va dal Sudan verso la Libia o l'Egitto. E dall'Egitto parte la rotta verso Israele, paese nel quale circa 10.000 richiedenti asilo, in maggioranza eritrei e sudanesi, hanno fatto ingresso dalla frontiera egiziana del Sinai tra il 2006 e il 2007.[6]

L’Unione europea ha coinvolto i Paesi del Nordafrica nelle sue politiche di contrasto all'immigrazione che attraversa il Mediterraneo, inducendo così i governi locali a politiche di repressione e di ‘rimpatrio’ forzato dei migranti che, in assenza di accordi di riammissione, vengono perlopiù ricondotti e abbandonati nei pressi delle zone sud di confine con i paesi limitrofi (Rosso, al confine mauritano con il Senegal; Oujda, al confine marocchino con l’Algeria; Tinzouatine e In Guezzam al confine algerino con il Mali e il Niger, Kufrah e Tumu, al confine libico con il Sudan e il Niger.

Nel 2007, le politiche europee di esternalizzazione dei pattugliamenti marittimi, particolarmente riuscite in Mauritania, Senegal e Marocco, hanno ridotto i flussi migratori verso la Spagna, seppure a costo di molteplici violazioni dei diritti umani[7]. Allo stesso tempo però sono aumentati i flussi nel Mediterraneo centrale e orientale, verso l'Italia e la Grecia.

Attraversare le diverse frontiere dell’Africa e i loro complessi apparati di sicurezza e di criminalità, o di corruzione, è per molti migranti subsahariani un’odissea umana di cui si hanno spesso poche tracce e testimonianze. Il viaggio comporta un grandissimo costo in termini economici (migliaia di euro, in aree nelle quali il reddito procapite è per gran parte della popolazione inferiore ad 1 euro al giorno) ed in termini di rischio per la vita stessa. Altissimo è infatti il numero delle vittime nelle traversate dei deserti, del mare o durante altre tappe del viaggio. Oltre 12.000 sarebbero i morti alle frontiere dell'Ue dal 1988, secondo le notizie riportate dalla stampa internazionale[8]. Alcuni studiosi danno un interpretazione dell'emigrazione africana da un punto di vista culturale-simbolico, sostenendo che nell'Africa sub-sahariana il viaggio sia spesso vissuto come una variante, o un'alternativa, dei riti di iniziazione tradizionali.

Bibliografia

  • Gabriele Del Grande, Mamadou va a morire. La strage dei clandestini nel Mediterraneo, Roma, Infinito Edizioni, 2007.
  • Fabrizio Gatti, Bilal. Viaggiare, lavorare, morire da clandestini, Milano, BUR Biblioteca Univ. Rizzoli, 2008
  • Stefano Liberti, A sud di Lampedusa. Cinque anni di viaggi sulle rotte dei migranti, Roma, Minimum Fax, 2008
  • Bellu Giovanni Maria, I fantasmi di Portopalo. Natale 1996: la morte di 300 clandestini e il silenzio dell'Italia, Milano, Mondadori, 2006
  • Il mondo in casa, "Limes", n. 4, 2007.
  • A. Bensaâd, Voyage avec les clandestins du Sahel in "Le Monde Diplomatiques", settembre 2001: 16-17.
  • A. Bensaâd, Agadez, carrefour migratoire sahélo-maghrébin in "Revue Européenne des Migrations Internationales", vol. 19, n. 1, 2007: 7-28.
  • S. Bredeloup, La Côte d’Ivoire ou l’étrange destin de l’étranger in "Revue Européenne des Migrations Internationales", vol. 19, n. 2, 2003: 85-113.
  • Caritas e Migrantes, XVI Rapporto sull’immigrazione, Roma, Idos, 2006.
  • J.-P. Cassarino, The EU Return Policy: Premises and Implications, Mirem [Migration de retour au Maghreb] Project, European University Institute, 2006.
  • CISP-SARP, Profils des migrants subsahariens en situation irregulière en Algérie, Alger, mars 2007.
  • CESPI/SID, European Migration Policies towards Africa. Trends, Impact, and Outlook, Part I, Cespi Working Paper n. 24, 2006.
  • Lorenzo Coslovi, Spagna e Italia nel tragico domino degli sbarchi in "Limes", n. 4, 2007:227-236.
  • H. De Haas, Trans-Saharan Migration to North Africa and the EU: Historical Roots and Current Trends, Migration Information Source, novembre 2006.
  • Sandro De Luca, Le vie sahariane per l’Europa sono infinite in "Limes", n. 4, 2007:217-226
  • European Commission, Technical Mission to Libya on Illegal Immigration, Report, 27/11-06/12/2004.
  • Francesco Forgiane, La mano delle mafie sui nuovi schiavi in "Limes", n. 4, 2007: 157-160.
  • E. Godschmidt, Storming the Fences: Morocco and Europe’s Anti-Migration Policy in "Middle East Report Online", n. 239, Summer 2006.
  • M. A. Gomez, Reversing Sail. A History of the African Diaspora, Cambridge University Press, Cambridge, 2005.
  • M. Lahlou, Guardiani o partner? Il ruolo degli stati del Maghreb nella gestione delle migrazioni africane verso l’Europa, Cespi Working Paper n. 24, 2006
  • F. Le Houérou, Migrants forcés éthiopiens et érythréens en Egypte et au Soudan, L’Harmattan, Paris, 2004.
  • Ferruccio Pastore, La paranoia dell’invasione e il futuro dell’Italia in "Limes", n. 4, 2007: 25-33.
  • Bruno Riccio, Emigrare, immigrare, transmigrare in "Afriche e orienti", n. 3-4, 2000: 4-40.
  • A. Triulzi e M. Carsetti, Ascoltare voci migranti: riflessioni intorno alle memorie di rifugiati dal Corno d’Africa in "Afriche e Orienti", n. 1, 2007, 96-115.
  • E. Vitale, Ius migrandi. Figure di erranti al di qua della cosmopoli, Bollati Boringhieri, Torino, 2004.
  • A. S. Wender, Gourougou, Bel Younes, Oujda. La situation allarmante des migrants subsahariens en transita au Maroc et les conséquences des politiques de l’Union Européenne in "Cimade", October 2004.

Voci correlate

Collegamenti esterni

Note

  1. UNHCR Statistic Database
  2. Unhcr, sito della missione in Yemen
  3. Irregular migration from West Africa to the Maghreb and the European Union, Iom 2008
  4. Irregular migration from West Africa to the Maghreb and the European Union, Iom 2008
  5. Irregular migration from West Africa to the Maghreb and the European Union, Iom 2008
  6. Jerusalem Post, 12 giugno 2008
  7. Amnesty International, Rapporto sulla Mauritania, 2008
  8. Fortress Europe