Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati

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Il Sistema di Protezione per richiedenti asilo e rifugiati (S.P.R.A.R.), è stato istituito dalla Legge Bossi-Fini del 2002 per gestire i progetti di accoglienza, di assistenza e di integrazione a livello locale dagli Enti territoriali, rivolto ai richiedenti asilo, rifugiati e stranieri destinatari di altre forme di protezione umanitaria.

Evoluzione storica

Negli anni ’90, in Italia, sono stati adottati una serie di interventi concernenti l’accoglienza dei richiedenti asilo e dei rifugiati, in quanto vi era la necessità di diffondere esperienze, competenze e progetti promossi in tutti i Comuni italiani con l'obiettivo di occuparsi di tutte le tematiche relative alla prima accoglienza e all’implementazione dei processi di integrazione. Il Protocollo di intesa tra l’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI), l’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR) e il Ministero dell’Interno, diede vita al Programma Nazionale Asilo (PNA). Lo scopo di tale programma è quello di creare, con il coinvolgimento di oltre 200 Comuni e 63 progetti territoriali, un’unione integrata di interventi volti all’accoglienza e all’appoggio all’integrazione[1]. Il PNA è stato inserito nel Sistema di Protezione per richiedenti asilo e rifugiati (SPRAR).

Composizione

Nello SPRAR rientrano tutti gli Enti locali che hanno la possibilità di attingere al Fondo nazionale per le politiche e i servizi dell’asilo (FNPSA). Lo SPRAR diffonde progetti di assistenza, di tutela e di integrazione socio- economica elaborati dagli Enti locali, mettendo in funzione reti territoriali che coinvolgono organizzazioni non governative di settore, enti ed istituzioni che hanno competenze ed esperienze nella sfera sociale e produttiva. Nel 2007 hanno aderito al Sistema di Protezione per i richiedenti asilo e rifugiati 65 Province e 19 Regioni italiane per un totale di 97 Enti locali. Sono stati approvati 105 progetti, 84 ordinari e 21 destinati a categorie deboli come minori, disabili, anziani, donne in stato di gravidanza, vittime di violenza fisica, psicologia o sessuale. Tali progetti hanno dato vita a centri, e/o strutture abitative in grado di accogliere fino a 2426 persone. Ad esempio, il Comune di Roma offre, attraverso lo SPRAR, 150 posti al Comune di Chiesanuova (231 abitanti).

Il Servizio Centrale

Il coordinamento nazionale dei progetti territoriali è diretto dal Servizio Centrale, attivato dal Ministero dell’Interno e affidato all’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (ANCI). Il Servizio Centrale si occupa di:

  • monitorare la presenza sul territorio dei richiedenti asilo, dei rifugiati e degli stranieri con permesso umanitario;
  • creare una banca dati degli interventi realizzati a livello locale in favore dei richiedenti asilo e dei rifugiati;
  • favorire la diffusione delle informazioni sui progetti realizzati;
  • fornire assistenza di tipo tecnico agli Enti locali in relazione ai servizi di accoglienza;
  • promuovere e attuare programmi di rimpatrio attraverso l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni o altri organismi a carattere umanitario[2].

Il Servizio Centrale opera affinché le migliori pratiche realizzate localmente diventino patrimonio comune e che i servizi offerti dispongano di standard di qualità. Quest'organo coordina infine l’ammissione dei beneficiari ai progetti territoriali fino ad esaurimento dei posti disponibili a livello nazionale. Ciò avviene sia su segnalazione delle Prefetture e di altri organismi (progetti territoriali, Enti locali, Questure, Enti di tutela, ecc.), sia attraverso la collaborazione con i Centri di identificazione.

Servizi e attività

I progetti territoriali del Sistema di protezione, all’interno delle misure di accoglienza, forniscono vitto e alloggio, la realizzazione di attività di accompagnamento sociale per accedere ai servizi erogati sul territorio; tra questi servizi figura l’assistenza medica attraverso l’iscrizione al Servizio sanitario nazionale. All’interno dell’accoglienza rientrano inoltre attività di formazione linguistica e di istruzione per adulti, iscrizione a scuola dei minori in età dell’obbligo scolastico, attività di informazione legale sulle procedure d’asilo e sui diritti e doveri dei beneficiari in relazione al loro status. Nei progetti territoriali vengono sviluppati percorsi formativi e di riqualificazione professionale per promuovere l’inserimento al lavoro. Viene inoltre fornito un sostegno all’integrazione alloggiativa.

Legislazione italiana

Il Sistema di protezione è stato istituito dalla Legge 189/2002 (legge Bossi-Fini) in materia di immigrazione e asilo (art. 32- 1 sexies), modificando la legge 28 febbraio 1990 (legge Martelli). La legge Bossi-Fini tuttavia non è considerabile una legge specifica e completa sul diritto di asilo, in quanto modifica solo alcuni aspetti della Legge Martelli. Il Decreto Legislativo 140 del 30 maggio 2005, attuando la direttiva 2003/9/CE sulle norme minime relative all'accoglienza dei richiedenti asilo negli Stati membri, prevede che il richiedente asilo politico abbia diritto a richiedere un permesso di soggiorno che garantisca la sua regolare presenza sul territorio nazionale. Nel caso in cui lo stesso non possa garantirsi una qualità di vita adeguata per il suo sostentamento, ha accesso alle misure di accoglienza disposte dallo SPRAR. La verifica di tale situazione di difficoltà viene effettuata dalla Prefettura, su richiesta dell'interessato. Le misure di accoglienza cessano nel momento della comunicazione della domanda d'asilo, ad eccezione di una proroga in caso di ricorso giurisdizionale.

Collegamenti esterni

Servizio Centrale

Ministero dell'Interno

Note

  1. Portale dei servizi territoriali per i richiedenti asilo, rifugiati e migranti
  2. Portale del Servizio Centrale



Voci correlate

Bibliografia

Amnesty International, 1997, Il sale della terra. I rifugiati e il diritto d'asilo, San Domenico di Fiesole, Edizioni Cultura della Pace;

Geertz Clifford, 1995, Mondo globale, mondi locali. Cultura e politica alla fine del ventesimo secolo, Bologna, Il Mulino;

Geertz Clifford, 1987, Interpretazione di culture, Bologna, Il Mulino;

Sassen S., 1999, Migranti, coloni, rifugiati. Dall'emigrazione di massa alla fortezza Europa., Milano, Feltrinelli;

Shrestha N. M., Sharma B. 1998, Tortura e vittime della tortura, 1998, Milano.