Teatro somalo

Da wikiafrica.

Alla fine della seconda guerra mondiale con la disfatta dei fascisti la Somalia inglese e la Somalia italiana sono unite per la prima volta. Questo evento segna un precedente dal quale non tornare più indietro. Poeti e leader politici continueranno a sognare la grande Somalia unita, una nazione a cinque punte a cui annettere Gibuti e le regioni somale in territorio etiope e keniota. Si formano in quegli anni i primi partiti politici che catalizzeranno le forze della popolazione contro l’amministrazione coloniale. Il teatro somalo nasce in un clima di fervore indipendentista e di presa di coscienza politica. In tutto il paese si creano centri gestiti dai partiti che diventano non soltanto palestre politiche, ma luoghi di cultura che riuniscono gli artisti e i loro ammiratori. Durante gli incontri si presenta al pubblico riunito uno spettacolo legato alla cultura tradizionale con canzoni, poemi e danze. In seguito, quando gli animi sono accesi è il momento del discorso politico. Durante queste stesse riunioni collettive le donne per la prima volta hanno l’opportunità di recitare i loro buraambur di fronte a auditori misti. È in questo contesto che si formano la maggior parte dei nomi celebri legati al teatro somalo. Tra essi spiccano i nomi di Cabdullahi Qarshi, Cabdullahi Suldaan Tima-cadde, Qaasim Hilowle e Cali Xusen Xirsi. Quest’ultimo era uno dei leader della Lega dei giovani somali e, per un lungo periodo, usava presentarsi ai raduni settimanali con nuovi versi, il cui effetto sul pubblico era molto più forte dei sermoni politici. La sua poesia più famosa è Fiin, dal nome dell’uccello il cui suono è annuncio di avvenimenti. I versi si basano su un dialogo tra il poeta e l’uccello fiin che discutono del malcostume imposto dai potenti, di come la gente non riesca a ribellarsi e sia piegata dalle suddivisioni tribali e dagli interessi dei singoli. L’evoluzione della rappresentazione poetica verso forme più complesse avviene fluidamente. I testi teatrali sono perlopiù in prosa, mentre per gli enunciati importanti si ricorre ancora alla poesia. Fattore questo comune anche al teatro occidentale che per secoli è stato scritto in versi. Forma nuova nata insieme al teatro è invece la canzone moderna, largamente utilizzata nel corso degli spettacoli. Di tradizione relativamente recente essa nasce negli anni 40 con la balwo poi trasformatasi in hello e finisce con sostituire il ruolo prima centrale della poesia. Usate come pausa dell’intreccio, forse per influenza dei film indiani, spesso le canzoni godevano di una fama che superava quella del contesto in cui erano nate, soprattutto perché venivano raccolte in audiocassette di ampia circolazione.

La nascita di radio importanti nelle città di Mogadiscio, di Hargeysa e di Gibuti è un elemento fondamentale per l’affermarsi degli autori di teatro. Le radio hanno bisogno di artisti che ci lavorino e gli artisti crescono di importanza grazie alla visibilità offerta loro dalla radio.

D’altra parte, il legame degli artisti con la lotta per l’indipendenza, fa sì che la loro opera venga accolta con ammirata considerazione. Con il tempo il teatro smette di essere amatoriale e nelle città si formano numerose compagnie itineranti. In quegli anni hanno ampia diffusione le canzoni che inneggiano all’unità e alla libertà nazionale e, per eludere la censura, si mascherano i temi politici ricorrendo a figure allegoriche.

Molto comuni sono le opere il cui argomento è quello di un innamorato che soffre per la sua amata assente, oppure dell’uomo a cui il nemico ha rubato la cammella incinta. Il nome della cammella Maandeeq è riconosciuto da tutti i somali come simbolo della lotta per l’indipendenza.

Il decennio d’oro Dal 1962 al 1972, il teatro somalo vive l’epoca di maggior splendore. Raggiunge un pubblico vastissimo e sostituisce il ruolo di intrattenimento e di formazione culturale che prima spettava alla poesia. È questo il periodo in cui si compongono le opere più belle, le canzoni più famose, si affermano gli artisti più importanti. Questa crescita tocca il culmine nel 1967 con l’inaugurazione del Teatro nazionale somalo, costruito con l’aiuto della cooperazione cinese. La spinta creativa non si esaurisce con l’indipendenza raggiunta negli anni 60: l’atmosfera è ancora impregnata dell’entusiasmo per la libertà raggiunta, la forza propulsiva verso la costruzione del paese conserva negli animi un dinamismo creativo. La letteratura e il teatro continuano a seguire l’ispirazione delle lotte per l’autonomia, durante le quali rappresentavano la voce del popolo. Gli autori criticano il nuovo governo per la mancanza di libertà, per i favoritismi clanici, accusano gli uomini al potere di aver preso il posto dei colonialisti, di aver dimenticato le proprie responsabilità appena ottenuta una poltrona in parlamento. In Reer ba’ow yaa ku leh del 68, Hadrawi, uno dei maggiori poeti somali viventi, mostra come gli uomini al potere corrompano la società, distribuendo favoritismi iniqui, allo scopo di difendere i propri interessi personali.

Commercio e censura Nel 1973 inizia un periodo di decadenza, sicuramente dovuto alla proliferazione eccessiva di opere che scivolano sempre di più verso l’intrattenimento commerciale di basso livello. Spesso venivano organizzati spettacoli per le commemorazioni ufficiali o per le visite importanti. Secondo Maxamed Dahir Afrax erano necessari tre elementi per garantire il successo di un’opera teatrale: l’argomento d’amore, il più alto numero possibile di musiche e di canzoni possibili e i dialoghi comici. La qualità peggiora per la fretta con cui vengono creati gli spettacoli e per la fissità dei personaggi. C’erano sempre i due protagonisti, Xiddigta iyo Xiddigga riwaayadda (le stelle del teatro), l’anziano e sua moglie che dovevano far ridere e i due antagonisti. Le canzoni erano composte seguendo le regole metriche ma senza bellezza. Prima essere abwaan, compositore e regista, significava essere riconosciuto e stimato da tutti, in seguito scrivere spettacoli diventa qualcosa che possono fare tutti. La guerra civile e la diaspora somala hanno dato vita a una prolifica produzione teatrale e filmica. Uno degli autori più conosciuti è Maxamuud Cabdullahi Ciise Sangub. Ripercorrere le fasi che hanno accompagnato la nascita del teatro somalo mostra chiaramente come- nelle parole di Moxamed Daahir Afrax, il teatro più di tutte le arti sia legato alle vicissitudini storiche di un paese.


Fonti principali MOXAMED DAAHIR AFRAX, Fan-masraxeedka Soomaalida, Kenya, 1987 Axmed Faarax Cali “Idaajaa” e Francesco Antinucci, a cura di, Poesia orale somala: storia di una nazione (Studi somali, n. 7), Roma, Ministero AA. EE. E Comitato tec. ling. per l’U. N. S., 1986